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Pubalgia: cos'è, sintomi e quando rivolgersi a uno specialista

Si sente parlare spesso di pubalgia nei telegiornali, nei quotidiani sportivi e durante le competizioni professionistiche di calcio, basket, corsa o tennis. Molti atleti sono costretti a sospendere allenamenti e gare per settimane o mesi a causa di questo disturbo doloroso della regione inguinale.

Pubalgia: che cos'è?

Si sente parlare spesso di pubalgia nei telegiornali, nei quotidiani sportivi e durante le competizioni professionistiche di calcio, basket, corsa o tennis. Molti atleti sono costretti a sospendere allenamenti e gare per settimane o mesi a causa di questo disturbo doloroso della regione inguinale.

Per anni la pubalgia è stata associata quasi esclusivamente agli sportivi professionisti, tanto da essere frequentemente identificata con il termine “ernia dello sportivo”. In realtà oggi sappiamo che la pubalgia può colpire anche persone non sportive e può interessare sia uomini sia donne.

La pubalgia è una sindrome dolorosa complessa che coinvolge la regione pubica, inguinale e adduttoria. Può comparire improvvisamente durante un movimento, uno scatto o uno sforzo fisico, oppure svilupparsi gradualmente con dolore persistente durante cammino, corsa o attività quotidiane.

Pubalgia ed ernia dello sportivo: qual è il collegamento?

Il Prof. Giampiero Campanelli, chirurgo specialista nella chirurgia della parete addominale a Milano, spiega che molto spesso la pubalgia viene confusa con una vera ernia inguinale.

“All’indagine ecografica molti pazienti presentano soltanto quella che può essere definita una punta d’ernia inguinale. Non vi è una reale fuoriuscita intestinale come avviene nell’ernia inguinale classica”.

Per questo motivo la diagnosi deve essere estremamente accurata. Dolore inguinale cronico, tensione muscolare, infiammazione dei tendini adduttori o compressione nervosa possono simulare un’ernia senza che sia presente un vero difetto della parete addominale.

Quali sono i sintomi della pubalgia?

I sintomi della pubalgia possono variare da paziente a paziente. I più frequenti includono:

  • dolore inguinale durante attività fisica;
  • fastidio nella regione pubica;
  • dolore agli adduttori;
  • bruciore o tensione muscolare;
  • dolore durante corsa, cambi di direzione o scatti;
  • difficoltà nei movimenti sportivi;
  • dolore persistente anche durante la camminata o nella vita quotidiana.

In alcuni casi il dolore può irradiarsi verso addome basso, coscia o testicolo.


- Guarda l'intervista completa sulla pubalgia pubblicata su Corriere TV  - 

Perché è importante una diagnosi specialistica?

Una diagnosi non corretta può portare a trattamenti inefficaci o addirittura peggiorativi.

Come sottolinea il Prof. Campanelli:

“Operare una pubalgia come fosse un’ernia inguinale può comportare, nel migliore dei casi, l’assenza di miglioramento del dolore; in altri casi il dolore può persino aumentare”.

Per questo motivo è fondamentale rivolgersi a un centro specializzato nella chirurgia della parete addominale e nella gestione del dolore inguinale cronico.

La valutazione specialistica può includere:

  • visita chirurgica;
  • ecografia dinamica;
  • risonanza magnetica;
  • valutazione funzionale muscolare;
  • analisi della biomeccanica sportiva.

Pubalgia: trattamento conservativo o chirurgico?

Nella maggior parte dei casi il primo approccio alla pubalgia non è chirurgico.

Il trattamento iniziale prevede generalmente:

  • fisiokinesiterapia specialistica;
  • stretching mirato della muscolatura inguinale;
  • recupero funzionale;
  • manipolazioni fisioterapiche;
  • sospensione temporanea dell’attività sportiva.

Questo percorso viene normalmente seguito per almeno due mesi.

Quando serve l’intervento chirurgico?

Se il dolore persiste nonostante fisioterapia e trattamento conservativo, può essere indicato un intervento chirurgico specialistico.

L’intervento descritto dal Prof. Campanelli prevede:

  • rinforzo della parete posteriore inguinale;
  • utilizzo di rete superleggera parzialmente riassorbibile;
  • fissaggio senza punti di sutura tramite colla chirurgica;
  • liberazione dei nervi compressi;
  • allungamento selettivo dei tendini coinvolti.

L’obiettivo è ridurre il dolore e consentire il ritorno progressivo alle attività sportive e quotidiane.

Pubalgia a Milano: a chi rivolgersi?

Nei casi di dolore inguinale persistente, sospetta ernia dello sportivo o pubalgia cronica, è importante affidarsi a specialisti con esperienza specifica nella chirurgia della parete addominale e nella diagnosi differenziale del dolore inguinale.

Il Prof. Giampiero Campanelli opera a Milano presso centri specializzati dedicati alla diagnosi e al trattamento delle patologie della parete addominale, con approccio personalizzato in base al quadro clinico del paziente.

FAQ: Domande frequenti sulla pubalgia

 

  • La pubalgia colpisce solo gli sportivi?

    No. Anche se è molto frequente negli atleti, la pubalgia può colpire persone sedentarie, lavoratori o pazienti che svolgono movimenti ripetitivi o sforzi fisici quotidiani.

  • Come capire se si tratta di pubalgia o ernia inguinale?

    La distinzione non è sempre immediata. Entrambe le patologie possono provocare dolore inguinale, ma nella pubalgia spesso non è presente una vera fuoriuscita erniaria. Per questo è importante una valutazione specialistica con visita clinica ed eventuali esami diagnostici.

  • Quali esami servono per diagnosticare la pubalgia?

    Gli esami più utilizzati sono ecografia dinamica, risonanza magnetica e valutazione clinico-funzionale della regione inguinale e addominale.

  • La pubalgia può guarire senza intervento chirurgico?

    Sì. Nella maggior parte dei casi il primo approccio è conservativo con fisioterapia, stretching mirato e sospensione temporanea dell’attività sportiva.

  • Quando è necessario operare la pubalgia?

    L’intervento chirurgico viene preso in considerazione quando il dolore persiste nonostante fisioterapia e trattamento conservativo eseguiti correttamente.

  • Dopo quanto tempo si può tornare a fare sport

    I tempi di recupero variano in base al tipo di trattamento e alle condizioni del paziente. Dopo l'intervento chirurgico, molti pazienti riprendono gradualmente l'attività sportiva entro alcune settimane, seguendo il programma indicato dallo specialista.


Se hai un sospetto di pubalgia, affidati a mani esperte. Prenota una visita specialistica con il Prof. Giampiero Campanelli per valutare l'approccio chirurgico più sicuro e innovativo.

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